Ultima modifica: 29 marzo 2017

La nostra Azienda Agraria

La nostra azienda agraria.

Parte fondamentale dell’Istituto agrario Leardi Luparia, è l’ azienda agricola. In essa si svolgono le attività didattiche pratiche, inoltre si conservano e si trasformano i prodotti che durante la stagione scolastica, vengono raccolti dagli studenti. Infatti l’azienda è composta da 9 ettari circa, tutti unitari, attorno all’edificio scolastico, salvo un piccolo appezzamento discoste, in località Varacca; 8 ettari sono coltivati, nella maggior parte a seminativo, il restante comprende un vigneto, un frutteto sperimentale di essenze storiche del nostro Piemonte, alberi di ulivo, che si sono salvati dai rigori del rigido febbraio dell’inverno 2012, muti testimoni di un più vasto progetto di selezione clonale degli antichi ulivi piemontesi, che quel terribile inverno ha di molto ridimensionato e infine comprende una superficie, già delimitata in forme geometriche, che diventerà orto didattico, seguito e gestito dagli educatori del convitto che guideranno gli studenti in attività pomeridiane. In primavera una campionatura di ortaggi, dovrebbe far mostra di sé, cominciando la vita vegetale del progetto degli orti didattici. Adiacenti all’azienda sono le due serre: quella vecchia, praticamente in disuso, viene ancora utilizzata a fini sperimentali, solo dal professore Eugenio Capra, mentre quella nuova è in fase di allestimento.

Seguendo il piano didattico dei docenti di discipline professionalizzanti, gli studenti del Luparia compiono periodiche uscite in campo. Si comincia con la vendemmia, si procede con la potatura del vigneto e degli alberi da frutta, proseguendo con  altre occasionali attività, soprattutto di manutenzione. Fuori dalle classi talvolta si tengono anche lezioni di topografia: rilievi tecnici e geometrici che vengono poi riportati graficamente su appositi fogli da disegno. L’ azienda viene anche utilizzata per i corsi finalizzati ai patentini agricoli: motosega, decespugliatore, guida della trattrice e del carrello elevatore. I corsi sono organizzati da personale esterno, tecnici delle Associazioni agricole di categoria: i costi sono a carico degli studenti.

Insieme agli studenti, gran parte delle attività, vengono svolte dai dipendenti dell’azienda agricola, che sono Davide Cornalea, specializzato nelle attività di cantina e birrificio, Davide Luparia addetto alle coltivazioni e alla cantica, Andrea Vitale, il più giovane, con compiti di collaborazione a vasto raggio, a loro può affiancarsi periodicamente qualche stagista, sempre ben accolto dalla scuola.

All’interno dell’azienda ci sono gli storici locali della Cantina, tre vasti spazi che ospitano i processi di vinificazione, fermentazione e imbottigliamento. Importate è l’impianto di microvivificazione. La sala più bella è la più profonda, scavata nel tufo, sempre fresca e perfetta per invecchiamento e degustazionie. L’azienda imbottiglia i propri vini che sono originali blend ossia combinazione di vitigni che sono stati piantati in passato, in via sperimentale: il Tivellino a bacca bianca, misto di Timorasso e Fiano di Avellino, il Rosae, una tipologia di rosato, nel quale confluiscono nebiolo, grignolino e cannonau, il Veraciter, il più muscolare dei nostri prodotti enologici, che combina Albarossa e Merlot, il 1a Classe, una spumantizzazione metodo champenoise in rosato, ottenuta dal Tivellino e dal Grignolino, il 1886, fatto di uve a bacca rossa, in particolare Bonarda e Barbera. E’ in via di realizzazione anche un vino a vendemmia tardiva, che mescola uve Traminer, Moscato e Sauvignon.

Rimane al Luparia la sede legale del Consorzio del Barbesino, trasferitosi ora presso la Cantina Sociale di San Giorgio per ragioni logistiche, Consorzio comunque a cui la nostra scuola rimane associata.

A livello scolastico e didattico, un progetto che si sviluppa da anni è il Vino di classe, rivolto alle classi quinte. In vendemmia sono stati selezionati cinque quintali di uve destinate alle classi che si congedano dall’Agrario. Agli studenti che partecipano in modo compatto, vengono addebitati i soli costi di produzione, al termine della vinificazione, come ricordo di un ciclo di studi, le bottiglie saranno equamente suddivise. La quinta A imbottiglierà Nebiolo in purezza, mentre la quinta B una selezione di uve Nebiolo e Barbera.

Tutte le bottiglie sono in vendita al pubblico, si possono acquistare previo bonifico bancario, intestato alla scuola, gli studenti che acquistano il vino, lo possono ritirare solo il venerdì, giorno in cui i ragazzi tornano alle loro famiglie.

All’interno del complesso scolastico è severamente vietato consumare alcolici. Le sanzioni sono molto severe, arrivano fino alla sospensione sia dal Convitto che dalla Scuola. Del grande progetto di sperimentazione clonale sull’ulivo piemontese, che i rinnovati rigori del clima invernale hanno ridimensionato, rimane in uso il frantoio e l’attrezzatura per la molitura delle olive, utilizzabili anche dai privati.

In Azienda, sotto il laboratorio di Chimica, si trova un locale adibito a Birrificio. Contiene un bollitore, tre tini di fermentazione, una pompa per il filtraggio e una imbottigliatrice. Questo progetto, ha avuto alterne vicende, legate soprattutto a ragioni di natura sanitaria e fiscale; ora è al centro di un nuovo ciclo, però tutto interno alla scuola e con sole finalità didattiche e non di commercializzazione. Vengono illustrati i processi di trasformazione del prodotto fino alla fase di imbottigliamento. A puro scopo però dimostrativo.

Adiacente alla serra nuova, si trova il capannone di ricovero attrezzi, che contiene tre trattrici gommate, più due trattrici cingolate, di cui una non più utilizzabile. Una batteria di attrezzi per la lavorazione dei terreni, un tosaerba e un trattore tosaerba, utilizzato per i tagli del centro sportivo, decespugliatori e altro ancora per il giardinaggio.

Gli studenti, che in gran parte provengono da aziende condotte da famigliari, sono molto orgogliosi dell’azienda agricola del loro Istituto. Spesso anche in estate, si prestano come volontari per la conduzione e l’aiuto nelle lavorazioni agricole. Come si dice, è “tutto fieno in cascina”, per il loro futuro professionale.

Hanno collaborato:

Alessandro Verna

Francesco Rovellini

Greta Costamagna

Jacopo Cassero

Lorenzo Re

Lisa Barberis

Mattia Abate

Michela Disciacca

Nicola Savio

Pietro Tomassoli

Simone Borgaro

Tommaso Cometti

Prof. Davide Sandalo, ore alternative alla religione.