Perché è nato il libro
L’idea di un libro sulle tradizioni culinarie e produttive del Monferrato
Casalese, nasce semplicemente perché crediamo che la valorizzazione di un
territorio così variegato come lo è il nostro, debba per forza di cose
passare attraverso il recupero della tipicità dei suoi sapori e delle sue
coltivazioni. Ciò che in passato la nostra terra e la cascina davano, erano
l’unica fonte di sostentamento per moltissime famiglie, e la tradizione dei
piatti e la stagionalità delle ricette era un’imposizione. Oggigiorno con la
globalizzazione dei mercati, seppure con i suoi aspetti positivi, sono
cambiate le nostre abitudini alimentari: ma non dobbiamo per nessun motivo
dimenticare la nostra storia agroalimentare, anzi dobbiamo recuperarla,
approfondirla e riproporla ai turisti, e soprattutto ai nostri giovani che
avranno il compito di diffonderla e di tramandarla di generazione in
generazione, mantenendo vivo lo “spirito Monferrino” che ha contraddistinto
le generazioni passate.

Brindisi finale della presentazione del libro presso l'Istituto Luparia del
26/11/2006
Foto scattata da Igor Furlan per "Il Monferrato"
Andare alla ricerca del gusto dei cibi di un’area
vasta come il Monferrato è un’impresa decisamente
impegnativa e i cinquanta capitoli, con
le relative schede storico-tecniche, lo comprovano.
Ad una prima lettura dell’iniziativa può
sembrare strano l’approccio ad un “gusto”
monferrino ma la realtà conferma l’idea, consolidata
dalla ricerca, di una identità tipica anche in quest’area del
Piemonte. Infatti, nei secoli, i prodotti di una terra fertile come il
Monferrato, da semplici vivande per la tavola dei contadini, attraverso
rielaborazioni del gusto derivanti da infl ussi esterni agli abitanti
delle colline che fanno corona a quest’area, si è giunti ai giorni
nostri con una varietà di piatti, e relative varianti, che costituiscono
un unicum nell’atlante geo-gastronomico del nostro Paese.
La provincia di Alessandria può vantare la presenza attiva e qualificante di un istituto come il “Luparia” di San Martino di Rosignano,
che ha dato l’input all’ideazione del libro, concretizzato
dall’Editrice Monferrato. Un’opera di tal genere diventa, perciò,
strumento di storia e manuale di gastronomia, tomo da collezione
e libro di ricette da provare e realizzare. Ma si tratta anche di un
nuovo tassello che si colloca nel più ampio progetto “Monferrato”
destinato a consolidare una immagine di turismo, di cultura, di
benessere e di vita serena in uno dei territori più affascinanti ed
accoglienti della nostra provincia.
PAOLO FILIPPI
Presidente della Provincia di Alessandria
Un ringraziamento innanzitutto all’Editrice
Monferrato’, che ha collaborato nella preparazione
e stesura del presente manuale,
e alla Provincia di Alessandria, che ne ha
permesso la pubblicazione.
Ma soprattutto il mio ringraziamento va al
nutrito gruppo di insegnanti dell’Istituto
“Luparia” che in pochissimi mesi ha saputo raccogliere, con
l’aiuto degli studenti, curiosità, aneddoti, storie e ricette legate
al gusto monferrino.
Ancora una volta il nostro Istituto ha saputo andare ben oltre
i ruoli assegnatigli dal fondatore, l’avvocato Vincenzo Luparia,
che voleva una scuola capace di insegnare ai ragazzi la buona
pratica agricola.
Credo che anche grazie al contributo del “Luparia” l’agricoltura
monferrina sia riuscita in questi anni ad esprimere, dalle attività
di allevamento, coltivazione e trasformazione, prodotti di qualità
sempre crescente che stanno riscuotendo successo e che sono di
richiamo per un turismo colto e sensibile ai piaceri della vita.
Ma oggi sappiamo che in agricoltura ottenere buoni prodotti
spesso non basta più.
In un mercato globalizzato, dove la concorrenza spinge a una
vera e propria guerra dei prezzi, l’unica via di uscita è rappresentata
dalla tipicità, dalla stagionalità e da un sempre più stretto
legame con il territorio.
Intorno ai nostri prodotti tipici, che esprimono cultura e tradizione,
deve nascere da parte di tutti, a partire dai produttori agricoli fino
ad arrivare ai consumatori fi nali, un senso di appartenenza che con
questo libro intendiamo consolidare e che oggi rischia di sparire
lasciando il posto alla massifi cazione ed alla standardizzazione.
ING. ROBERTO GANDINI
Dirigente Scolastico dell’Istituto Superiore Sobrero
Una delle prime «chiavi» per comprendere - anche
da turisti - la cultura, il modo di vivere di
un territorio e della sua gente passa attraverso
la conoscenza, la condivisione delle sue abitudini
primarie, a cominciare dal cibo e dai riti
che si consumano intorno alla tavola di casa.
La collana, pensata per la grande famiglia,
sempre crescente, degli abbonati de «Il Monferrato», ma destinata
ad un pubblico ben più vasto, come ci insegna la storia del successo
di tante pubblicazioni degli ultimi anni, si arricchisce oggi
di una nuova preziosa pubblicazione che presenta un itinerario
attraverso l’agricoltura e l’enogastronomia.
Dai Viaggi d’autore di Luigi Angelino e Dionigi Roggero, titolo di
successo uscito a novembre 2003, eccoci oggi ai Viaggi del gusto
in Monferrato. Il progetto del libro - sostenuto anche questa volta
dalla Provincia di Alessandria, coerente nella propria politica di
valorizzazione delle varie qualità del territorio - è nato dalla necessità
e dal desiderio di riassumere sotto un’unica ricerca, condotta
dai docenti dell’Istituto Tecnico Agrario ‘’Luparia’’ di San Martino
di Rosignano, i principi della nostra tradizione agro-culinaria
partendo dalla conoscenza delle materie prime fi no alla loro trasformazione
in succulenti e prelibati piatti tutti da gustare.
Una cinquantina di viaggi «dalla terra alla tavola» che hanno ciascuno
come protagonista un prodotto tipico: c’è la storia, ci sono
le tecniche di coltivazione o di allevamento, ma anche le curiosità
e le tradizioni.
Abbondano in particolare le ricette: in questo caso si è cercato di proporre
la preparazione più semplice con gli ingredienti base, nella consapevolezza
che ciascuno di noi, al momento di cucinare una pietanza,
segue il proprio gusto, gli insegnamenti e i consigli ricevuti da parenti
e amici. Basta spostarsi di pochi chilometri da un paese all’altro che
i modi di preparare, ad esempio, gli agnolotti o la panissa, la bagna
cauda o il fritto misto, cambiano radicalmente.
Siamo convinti che anche nella varietà, nel sapersi confrontare, nel
conservare
radici e tradizioni, sta la forza di un territorio che ha
nell’enogastronomia
di qualità alcune delle sue eccellenze più apprezzate.
EDITRICE MONFERRATO
Casale Monferrato, novembre 2006 |