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Informazioni |
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L’azienda annessa all’Istituto è da considerarsi a tutti gli effetti il laboratorio di agraria dove gli studenti possono seguire le operazioni colturali maturando ottime esperienze tecnico-pratiche. L’azienda, ad indirizzo viticolo e cerealicolo, ha una superficie di circa 9.00 ha. Attualmente la superficie è così suddivisa:
Nel vigneto reimpiantato, oltre alle tipiche uve della zona quali Barbera, Grignolino, Freisa e Bonarda, verrà valutato il potenziale produttivo di alcuni vitigni nuovi per la nostra zona quali Cannonau, Fiano, Timorasso, Tempranillo e Refosco, su diversi portainnesti e cloni diversi, a completamento della sperimentazione già in atto. Le uve prodotte nei vigneti dell’Istituto vengono in buona parte vinificate nella cantina dell’Istituto, ottenendo così vini monovitigno come prevede il disciplinare delle D.O.C., ed in parte in assemblaggio ottenendo Il Barbesino, di cui parleremo in seguito. La restante parte di uve viene conferita alla Cantina Sociale di Rosignano Monferrato, o viene utilizzata per la produzione dei vini degli allievi, attività che serve agli insegnanti a mettere in pratica le nozioni di enologia impartite con gli insegnamenti dell’area di indirizzo e di quella professionalizzante. Il vigneto sperimentale, in produzione dalla vendemmia 2000, è stato impiantato in collaborazione con la Vignaioli Piemontesi, l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Alessandria, il Centro Miglioramento Genetico Nazionale, l’Università di Torino e la Regione Piemonte, con direzione scientifica affidata al Centro Vite del C.N.R. di Torino. Lo scopo di questa ricerca è sperimentare le potenzialità di vitigni relativamente nuovi o del tutto nuovi per la zona, mettendo a disposizione di tutti i soggetti interessati i risultati. In prevalenza si tratta di vitigni atti a produrre un vino importante da invecchiamento, utilizzandoli da soli o in assemblaggio con il vitigno più importante della zona, il Barbera. Oltre alla sperimentazione delle varietà vengono provati nuovi sistemi di sostegno sia verticali che orizzontali e nuovi sistemi di potatura al fine di meglio adattare all’ambiente pedoclimatico le varietà in prova. Con la vendemmia 2003 la sperimentazione enologica può ritenersi conclusa, mentre si continuerà con la sperimentazione in campo che riguarderà soprattutto lo studio di nuove forme di allevamento idonee ai vitigni oggetto di studio. Nella primavera 2004 si è reinnestato il Pinot Nero, con il Fumin, vitigno autoctono valdostano, in quanto dalla sperimentazione è emerso che questo vitigno poco si addice alle caratteristiche pedoclimatiche della nostra zona. La rimanente parte della superficie aziendale viene coltivata a grano da seme, ed il prodotto verrà in parte conferito alla ditta Bertone Sementi ed in parte al Centro Mais Basso Monferrato. La superficie aziendale, al di là della destinazione produttiva, ben si presterebbe alla realizzazione di Campi Catalogo varietali, alla conservazione varietale o ad altre attività sperimentali. Le attrezzature relative all’azienda agraria sono nel complesso buone, anche se in certi settori si sta provvedendo ad un potenziamento delle stesse. Si ricorre al contoterzista solo per determinate operazioni colturali quali la trebbiatura o la semina di precisione di alcuni cereali in quanto l’acquisto di macchinari così particolari sarebbe oneroso ed antieconomico. A partire dalla primavera 2001 è iniziata una sperimentazione su diverse cultivar di ulivi resistenti al freddo, che ha destato grande interesse nell’ambito provinciale. |
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